Nata sana, a tre mesi Arianna, ricoverata per una bronchiolite, venne sedata con un farmaco per adulti e resa tetraplegica. 15 anni dopo, condannato, l’Ospedale non vuole risarcirla. La lotta della madre e il sogno del fratello: «La farò camminare io».
«Arianna aveva tre mesi. Era bella cicciottella e molto vispa. Quando arrivava il fratello subito si girava a guardarlo e, felice, agitava le manine. Tornata dal Cardarelli sembrava di legno. Mio figlio, che aveva 4 anni, disse: ‘Mamma, ma non è lei. Ce l’hanno cambiata’”. Invece era sempre lei, la secondogenita di Matilde ed Eugenio Manzo.
La bambina venne dimessa in perfette condizioni di salute, neurologicamente perfetta. Dopo 8 mesi, a Pisa, venne documentato l’avvenuto danno neurologico. Perciò noi crediamo che la perizia sia sbagliata e che ci sia una responsabilità dell’Ospedale che per primo la ricoverò. E comunque la sentenza non è definitiva. Siamo pronti a pagare, solo quando lo sarà». Tesi respinta dall’avvocato della famiglia, Mario Cicchetti: «Non è vero.
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