L'Ospedale La Maddalena di Palermo, in collaborazione con Roche, implementa un progetto di Lean Management per ottimizzare il percorso di cura delle donne con tumore al seno Her2 positivo, passando alle terapie sottocute. Questo approccio riduce i tempi di somministrazione, liberando tempo per le pazienti e aumentando l'efficienza del personale sanitario, con un impatto significativo sulla capacità di effettuare più prestazioni oncologiche.
Due ore risparmiate per ogni somministrazione della terapia. Che, su un ciclo di 18 somministrazioni, si traducono in una intera giornata di vita “libera”, cioè fuori dall’ospedale, per ciascuna paziente.
Per gli operatori sanitari, invece, parliamo di 75 giornate risparmiate in un anno, che equivalgono alla possibilità di effettuare quasi 300 prestazioni oncologiche in più. Questi numeri arrivano da un progetto di Lean Management portato avanti presso l’Ospedale La Maddalena di Palermo in collaborazione con Roche: una best practice per ottimizzare il percorso di cura delle donne con tumore al seno che possono accedere a terapie somministrate sottocute invece che per la classica via endovenosa. Cos’è il Lean Management? Lean management significa, letteralmente, “gestione snella” e si basa su due concetti: il rispetto delle persone e il miglioramento continuo dell’organizzazione. Applicato ai percorsi di cura all’interno degli ospedali, questo processo mira ad ottimizzare i flussi di lavoro per ridurre i tempi di attesa per il paziente, e a identificare ed eliminare le inefficienze e gli sprechi . In breve, a migliorare i flussi di lavoro e, di conseguenza, il servizio, abbassandone i costi. Gestire al meglio le terapie oncologiche sottocute Il progetto del nosocomio siciliano ha riguardato il percorso di cura per il tumore al seno Her2 positivo in stadio iniziale. Questa forma di carcinoma mammario è particolarmente aggressiva, ma da tempo esistono trattamenti mirati efficaci, ora disponibili anche in formulazioni sottocute: una modalità di somministrazione che, sulla carta, permette di ridurre notevolmente il tempo del trattamento. Nella pratica anche, ma serve ripensare l’organizzazione per massimizzare questo vantaggio. Si stima che il tumore al seno Her2 positivo rappresenti il 20% delle pazienti: complessivamente, parliamo di circa 8.200 donne con tumore al seno Her2+ in fase precoce in Italia. Il caso studio Sono state esaminate tutte le fasi della somministrazione della terapia anti-Her2 sottocute all'interno dell'ospedale: accettazione, prelievo di sangue, prescrizione del farmaco, sua preparazione e infusione. Poi, con un gruppo multidisciplinare sono state identificate le aree di miglioramento. In particolare, è stata definita una fascia oraria specifica per le somministrazioni per via sottocutanea, facilitando la programmazione e riducendo i tempi di attesa; è stata introdotta la possibilità per le pazienti di effettuare il prelievo il giorno prima della seduta terapeutica, in modo da avere i referti pronti prima dell'inizio del ciclo di terapia; per le pazienti che preferiscono fare il prelievo il giorno stesso, è stato attivato un sistema di notifica che le avvisa appena il referto è pronto, eliminando l'attesa passiva della paziente. Il tutto, attraverso un sistema di gestione delle terapie oncologiche totalmente informatizzato e tracciato. Da un’ora e mezza a 5 minuti di terapia L'adozione di queste nuove procedure ottimizzate ha portato ai vantaggi descritti. “L’uso della terapia pertuzumab/trastuzumab sottocute per il trattamento del tumore della mammella con iperespressione di Her2 ha permesso di ridurre i tempi di somministrazione - da 90 minuti a 5 - rispetto alla formulazione endovena - sottolinea Carmelo Carlo Arcara, Responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Ospedale La Maddalena - Questa formulazione innovativa ha consentito di mantenere invariata l’efficacia terapeutica e ridurre il tempo di permanenza in ospedale delle pazienti: tempo guadagnato per la famiglia, gli amici o il lavoro”. I vantaggi per il sistema salute Inoltre, l’ente ha risparmiato 65 giornate lavorative del proprio personale medico e sanitario nel corso del progetto , che diventano 75 in proiezione su base annua. E da 196 somministrazioni sottocute erogate prima delle azioni intraprese, si è passati a quasi 500, con un incremento superiore al doppio. “La maggiore efficienza acquisita nella gestione delle terapie si è tradotta in un significativo risparmio di tempo per il personale dedicato, come farmacisti e infermieri preparatori, che è stato reinvestito in altre attività, migliorando la qualità dell’assistenza erogata al paziente - spiega Germana Marengo, Responsabile della Farmacia dell’Ospedale La Maddalena - Il cambiamento introdotto - conclude - ha quindi portato un prezioso valore aggiunto in termini di sicurezza, efficienza e qualità del Servizio di Farmacia, attento sia alle dinamiche aziendali che al valore del paziente”.
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