La ricerca italiana chiede al Governo di cambiare rotta: «Pronti a fare 2mila test al giorno»

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Il professore Pier Giuseppe Pelicci, co-direttore scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia di Milano, uno dei promotori dell’appello inviato il 24 marzo al Governo, chiede al Governo di cambiare strategia

«Se non cambiamo rotta nella strategia diagnostica entro le prossime 24 ore non è più tollerabile». A dirlo è il professor Pier Giuseppe Pelicci, co-direttore scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia di Milano, uno dei promotori dell’

appello inviato il 24 marzo dai massimi rappresentanti della comunità scientifica italiana al Governo e alle RegioniPerché, professore, si continuano a fare i tamponi solo ai sintomatici? Mancano le risorse per farne di più? Finora c’è stato un problema di tecnologia e infrastrutture a disposizione. I test attualmente utilizzati, tramite i tamponi in commercio dall’inizio dell’epidemia, sono “a bassa processabilità”, cioè richiedono tempistiche e procedure più lunghe. Un laboratorio classico di analisi ha la possibiltà di farne decine, massimo un centinaio al giorno.

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