I costi aumentano e la burocrazia soffoca, ma le cooperative edilizie hanno fiducia: “Diamo risposte ai nuovi poveri”

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I costi aumentano e la burocrazia soffoca, ma le cooperative edilizie hanno fiducia: “Diamo risposte ai nuovi poveri”
Emergenza Abitativa
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Nonostante il contesto internazionale, la difficoltà di accesso al credito e la scarsezza di aree edificabili, Confcooperative ha raccolto sensazioni positive tra le...

L' emergenza abitativa che morde, la crisi internazionale che intossica il contesto, le perenni difficoltà burocratiche e di accesso al credito. Le cooperative edilizie di Roma e del Lazio si sono riunite il 26 marzo per fare il punto della situazione, ed elaborare i dati emersi da un sondaggio fatto tra gli operatori del settore edilizio.

Il risultato, nonostante i tempi non rosei, è un sentimento di fiducia misto a consapevolezza di dover rispondere alle esigenze di una “nuova” classe sociale: la fascia grigia. In tempi di fragilità economica e geopolitica, le cooperative cercano di mantenere il loro ruolo di “pilastro”, a sostegno del tessuto sociale. Confcooperative Habitat Lazio e Confcooperative Lavoro e Servizi Lazio, riunite in assemblea, hanno discusso dei vari aspetti del loro lavoro e delle aspettative futuro insieme ai presidenti di alcune cooperative del territorio ed esponenti della politica di Roma e del Lazio come l'assessore all'Urbanistica Maurizio Veloccia, la vicepresidente della Regione Roberta Angelilli, il capogruppo Pd alla Pisana Mario Ciarla e il presidente del consiglio regionale Antonello Aurigemma. Tema centrale è stato quello della casa. Secondo l'Istat, oltre il 23% della popolazione italiana è a rischio di povertà o esclusione sociale e gran parte di questa fetta vive in condizioni di grave difficoltà abitativa, come sovraffollamento, case insalubri o alle prese con costi elevati. A Roma il quadro è ancora più evidente: “Nel 2025 i prezzi sono cresciuti il 4/5% su base annua - fanno sapere - mentre nel Lazio le compravendite sono aumentate di oltre il 7%, segno di un mercato molto dinamico ma sempre meno accessibile”. Un dato emerso, che fa comprendere “l'esclusività” del mercato immobiliare romano, è quello relativo all'accessibilità alle vendite e agli affitti di nuclei con un solo stipendio: “Le famiglie monoreddito hanno accesso solamente al 9% delle case in vendita e al 2% di quelle in affitto”. “L’edilizia cooperativa propone una soluzione mai così attuale – afferma Armando Scarpelloni, presidente Confcooperative Habitat Lazio –. Il carovita è oggi a livelli tali da alimentare costantemente il segmento sociale dei cosiddetti nuovi poveri, coloro cioè che pur avendo uno stipendio faticano ad arrivare alla fine del mese. Sono persone che non rientrano nei criteri stringenti di assegnazione delle case popolari, né hanno speranza di acquistare o affittare immobili sul mercato libero. Noi ci rivolgiamo a loro, rendendo l’accesso al diritto alla casa più economico e sostenibile, evitando qualsivoglia speculazione”.Ma qual è lo stato di salute delle cooperative edilizie? A quanto pare, buono. Soprattutto se si considerano le prospettive future. Secondo una rilevazione fatta tra gli operatori del settore, tra il settembre 2024 e il settembre 2025 quasi l'80% delle cooperative non ha registrato alcuna difficoltà nell'assegnare gli alloggi pagati dai soci, con percentuali di invenduto abbastanza risicate. Se si considera la categoria delle mancate assegnazioni fino al 30% del totale di alloggi, risulta solo il 12,3%. Si scende al 7% per quanto riguarda gli invenduti oltre il 30% del totale. Questo significa che, una volta costruite, le case in edilizia agevolate riescono a essere sostanzialmente assegnate, non facendo mancare da una parte gli introiti per chi costruisce e dall'altra un tetto sulla testa e il rientro dell'investimento per i soci. sentiment ” espresso dagli operatori in relazione alla situazione economica attuale. Cioè l'insieme di opinioni e sensazioni rispetto a quello che sta accadendo in Italia e nel mondo e le conseguenze sul settore edilizio. Secondo i risultati ottenuti, il 40,4% si definisce “favorevole”, quindi pensa che la situazione migliorerà. Meno del 30% pensa che ci sarà un recesso economico, per il 25,4% la situazione resterà stazionaria. I problemi maggiori, in realtà, sono rappresentati dalla burocrazia. Per il 57% degli operatori i vincoli e la lentezza delle pratiche amministrative sono il principale ostacolo alla riuscita di un intervento edilizio a Roma, mentre per il 31,6% lo è la difficoltà di accedere al credito. Il 28,1% ha risposto che è un problema grave l'insufficienza di aree su cui edificare, mentre un terzo ha risposto che non ravvede ostacoli di alcun genere. Di sicuro, la burocrazia rende meno fluido il rapporto con le istituzioni pubbliche e gli enti privati: quasi il 60% delle cooperative si è detto “poco soddisfatto” dei rapporti, a fronte di un 39% che invece non ha espresso particolari lamentele. Domenico Romeo, presidente cooperativa Conit Casa, nuovo presidente Confcooperative Habitat Lazio, traccia il cammino da percorrere: “La sfida per il prossimo futuro è quella di riuscire a coniugare sviluppo urbano e sostenibilità sociale - fa sapere a RomaToday -. Come lo facciamo? Edificando comunità prima ancora che edifici. Oggi c’è una classe sociale ed economica, quella dei nuovi poveri, che non rientra nei criteri stringenti delle case popolari ma non riesce ad accedere al mercato libero. Come cooperative ci impegniamo a rivolgerci a loro costruendo fiducia e solidarietà”.

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