La cancelliera illustra a Conte il programma della Presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue che inizia domani. Tra i due leader c’è ancora tensione per il Mes
: «Sul Mes non è cambiato nulla rispetto alle opinioni della Merkel, ma a far di conto per l’Italia ci sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri». Il presidente del Consiglio si è detto certo di poter fare a meno dei fondi europei e punta tutto sul Recovery Plan italiano che il governo intende presentare a settembre. Intanto, però, il pressing aumenta anche in seno al suo stesso governo.
Ieri sul Corriere è stata pubblicata unadel segretario del Pd Nicola Zingaretti contenente i dieci buoni motivi per richiedere gli aiuti del Mes: era da giorni che i democratici facevano pressione sull’esecutivo affinché si sbilanciasse a favore del fondo, ma queste tensioni sono ormai esplicite. Conte teme ripercussioni sulla stabilità del suo governo: ad essere contrari all’attivazione del fondo non sono solo Fratelli d’Italia e la Lega , ma anche il Movimento 5 Stelle.
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Con il Mes più credibili in Ue«Sul Mes decide l’Italia». Questa è stata la reazione (piccata) del premier Giuseppe Conte all’intervista che Angela Merkel ha dato a diversi quotidiani europei. In un passaggio, la Cancelliera spiega che strumenti come il Mes «sono stati creati e non dovrebbero restare inutilizzati». La leader tedesca non intende né rivolgersi a un Paese in particolare né – certamente – dare un consiglio su come gestire le politiche fiscali nazionali. Ha semplicemente spiegato che a fronte di una crisi straordinaria servono risorse straordinarie, per questo, l’Europa ha messo in campo finanziamenti senza precedenti che dovrebbero essere usati da tutti. Nessun leader dell’Unione ha reagito a un’affermazione tanto ovvia quanto veritiera. Solo Conte si è sentito in dovere di rispondere. Con un’altra ovvietà: «A fare i conti in Italia sono solo io». È chiaro che Angela Merkel non aspira a gestire i conti italiani. Il suo messaggio è un altro. L’Europa in questa crisi si è mossa molto velocemente mettendo a disposizione diversi strumenti. Alcuni possono essere usati nell’immediato per far fronte alla fase d’emergenza, altri strumenti saranno disponibili dal prossimo anno e dovranno essere usati per la fase di ricostruzione. I primi ammontano a circa 570 miliardi di prestiti da destinare all’occupazione con il fondo Support to Mitigate Unemployment Risks in an Emergency (Sure), alla sanità con il Meccanismo europeo di Stabilità (Mes) e ai progetti delle piccole e medie imprese con il ricorso alla Banca europea degli investimenti (Bei). I suddetti finanziamenti sono già disponibili e la Merkel si augura che vengano adoperati proprio dai Paesi che più sono stati colpiti dalla crisi come la Spagna e l’Italia. I secondi sono definiti nel programma Next Generation Eu. Si tratta di ulteriori 750 miliardi di euro. Il negoziato è in corso. Sarà la leader tedesca a guidarlo a partire dal primo luglio quando inizierà la presidenza dell’Unione. Dovrà convincere i quattro Paesi frugali (Olanda, Aust
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