Perché l’Italia è ultima in Europa per uso dei social network?
Si era detto che con il lockdown e lo smartworking l’Italia sarebbe diventata più digitale. E magari sarà davvero così, anche se le speranze sono poche. Certo però che il divario da colmare con gli altri Paesi è davvero alto. Un esempio? Se frequenti social network magari anche in lingua inglese le probabilità di incrociare un italiano sono le più basse d’Europa. Siamo refrattari, come i francesi. Solo il 42% della popolazione da noi è attiva sui social.
Tra gli Stati membri dell’Ue, il tasso di partecipazione dei social network era più alto in Danimarca , davanti a Belgio , Cipro e Svezia e Malta . All’estremità opposta della scala, questa percentuale era inferiore al 50% in due Stati membri. Quali? Noi e la Francia.25,3 milioni di persone che ricorrono ai social.
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Vaccini, da dicembre potrebbero essere disponibili in Italia e in EuropaGentile Paolo Russo, la commissaria europea per l’Innovazione e la Ricerca Mariya Gabriel ha detto che “il coronavirus rimarrà insieme a noi fino al giorno in cui non avremmo trovato un vaccino che lo sconfigga”. Di recente ho letto che gli antidoti concepiti per risolvere questa pandemia stanno avanzando a un ritmo mai visto prima. Ma se dovesse concretizzarsi una seconda ondata di contagi in autunno, pensa che il vaccino arriverà per tempo in Italia? Mi piacerebbe sapere anche quando potrebbe essere commercializzato e se ci sarà una corsia preferenziale per i più anziani. Grazie e buon lavoro Federico Sini Caro Federico, La ricerca prosegue in effetti spedita, non solo sul vaccino, ma anche alla scoperta di una cura. Partiamo dal vaccino. Attualmente esistono 179 candidati di cui 17 in sperimentazione. Anche molto avanzata, come nel caso del vaccino che si sta testando su decine di migliaia di volontari sani, targato AstraZeneca, Università di Oxford e la nostra Irbm di Pomezia, startup biotech alle porte di Roma. Su questo antidoto c’è un’opzione per quasi mezzo miliardo di dosi esercitata dall’alleanza a 4, Italia, Germania, Francia e Olanda. La sperimentazione potrebbe concludersi questo autunno e se l’esito sarà positivo le prime dosi sarebbero disponibili in tutti i Paesi europei a partire da fine anno e ad iniziare da over 65 e categorie a rischio, come personale sanitario, forze dell’ordine e malati cronici fragili. Stessa opzione è stata esercitata dai quattro per un altro vaccino della Johnson&Johnson, che è però in una fase un po’ meno avanzata di sperimentazione, mentre parallelamente la Commissione Ue sta investendo 2,4 miliardi di euro per sostenere la ricerca di più candidati vaccini tra quelli considerati promettenti. Sempre con l’obiettivo di garantirne poi la distribuzione gratuita a tutto il Continente e non solo. Altrettanto spedita prosegue la ricerca di una cura. Qui le multinazionali del farmaco stanno puntando soprattutto sugli anticorpi mon
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